Come vincere la crisi

Superare la crisi è possibile

A parte il nostro innato ottimismo bisogna ammettere che una crisi c’è, ma non si tratta di una congiunzione astrale o di complotti segreti , ma bensì di una crisi congiunturale, cioè dovute ad un insieme multiplo di aspetti che stanno cambiando:

  • culturali (local vs global)
  • strutturali (produzione vs gestione delle informazioni)
  • etici (possesso vs utilizzo)
  • operativi (digitale vs analogico)

La crisi che appartiene alla nostra generazione è causata da diverse circostanze: un calo dei consumi, bassi investimenti nelle nuove attività, migrazione delle popolazioni povere verso paesi più ricchi che però non sono in grado di accoglierle, liquidità circolante diminuita, competizione globale da gestire, ecc. ecc.,

Ma la cosa più importante, per chi vuole restare un protagonista nell’attuale mondo produttivo, è comprendere bene questo cambiamento che troppo spesso viene sintetizzato con il termini “CRISI”.

Non abbinerei il termine opportunità alla crisi (come fanno in molti) perché quello che nasce da un momento difficile e complesso è una nuova idea, nuovi stimoli che bisogna prima di tutto capire per poter affrontare le difficoltà e poi vincerle.

Il nostro sistema “Mondo”, tuttavia, è un po’ come i vasi comunicanti, cioè le risorse restano invariate passando da un posto ad un altro.

Quindi escludendo i casi di concentrazione della ricchezza assoluta è facile constatare che alcuni vivono la crisi e altri no

Addirittura nelle stesse organizzazioni troviamo individui che lamentano uno stato di recessione  e altri che vivono momenti esaltanti di crescita.

Dopo aver avuto l’opportunità di incontrare moltissime persone di differenti organizzazioni ho consolidato il pensiero che

la crisi rappresenta solo un cambiamento che ci trova impreparati.

Entrando in questo ordine di idee, possiamo permetterci il lusso di chiamare «crisi» anche la risposta dei mercati a metodologie di vendita non più attuali e non più in grado di produrre buoni risultati.

Seguendo sempre un criterio di vicinanza decrescente, vanno poi considerati gli addetti legati ad attività produttive; ci sono poi, nelle economie sviluppate, tutti quei lavori che, più indirettamente, rendono possibile la vendita: ideare, progettare, imballare, forse anche smaltire e riciclare.

Vengono poi coloro i quali, sempre più indirettamente, creano i presupposti perché si realizzino le vendite. Forse con questo genererò un po’ di sorpresa negli addetti e nei manager di tali funzioni, tuttavia mi sembra di poter sostenere che tutte le aree aziendali, tipiche della logica della struttura organizzativa delle c.d. aziende di produzione (divisione del lavoro, coordinamento, pianificazione e controllo, servizi a supporto e quant’altro) hanno la loro ragione di esistere per agevolare le vendite.

Per convincersene, prego il lettore di disegnare l’organigramma di una struttura complessa (polifunzionale, divisionale, matriciale,…) e di provare a togliere e rimettere ognuna delle funzioni, ragionando su quanto la struttura stessa possa rimanere comunque vitale e più o meno funzionante per un po’ di tempo. Addirittura, eliminando l’organo decisionale (sia esso monopersonale o pluripersonale) l’azienda precedentemente ben gestita attraverso un processo di delega efficace, può continuare a sopravvivere a lungo. Lo stesso dicasi per l’eliminazione della funzione produttiva che, in presenza di stock, non compromette nel breve termine il funzionamento.

L’eliminazione di altre funzioni (ricerca & sviluppo, risorse umane, amministrazione-finanza-controllo, logistica, servizi generali,…) è, sempre nel breve termine, ancora più indolore. Naturalmente aumenterà un po’ il livello di caos organizzativo e operativo, ma la struttura può ugualmente continuare a vivere.

Nel momento in cui si eliminano le vendite c’è il collasso, quasi istantaneo. Vanno in crisi tesoreria, magazzini, produzione, marketing, logistica, tutto. A questo punto, probabilmente risulta maggiormente verosimile sostenere che la vendita sia forse la funzione aziendale più rilevante per il successo dell’impresa.

In conclusione…

Quindi, riassumendo questo paragrafo e quanto già citato in premessa, posso permettermi di sostenere che:

1) le vendite sono probabilmente la funzione oggi maggiormente rilevante all’interno delle aziende;

2) investendo anche sulle proprie abilità di vendita, moltissime imprese non sono state per nulla toccate dalla crisi.

 

Quindi perchè non aggiornarsi sul tema delle vendite? 

Tra le guide pratiche di Different Academy troverai sicuramente gli spunti che ti servono per migliorare il tuo approccio alla vendita!

Condividi sui Social!

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sign up to our newsletter!